La viscosità degli oli motore

La viscosità è un concetto chimico - fisico estremamente importante per tutti i fluidi, non solo per gli oli motore. La viscosità viene definita come la resistenza interna di un fluido, ovvero quanto questo si oppone al proprio scorrimento.

Immaginiamo due superfici sovrapposte ed in movimento relativo che vengano attraversate da un fluido: questi scorre nel "meato" (definito come l'area tra due superfici d'attrito) disponendosi in più strati sovrapposti. Durante il movimento lo strato più in basso rimane fermo, mentre gli strati più in alto scorrono con velocità sempre maggiore raggiungendo, per quello più in alto, la stessa velocità della superficie in movimento. Negli strati più in basso la velocità scende progressivamente perché ogni singolo strato tende a frenare quello superiore e contemporaneamente a trascinare quello inferiore. Questo movimento di strati porta ad una graduale diminuzione di velocità ed assorbe tanta più energia quanto maggiori sono gli attriti interni che si verificano nel fluido che è in moto di scorrimento. Quindi tanto maggiore sarà la resistenza interna di un fluido, maggiore sarà l'energia assorbita durante il movimento, maggiore sarà la viscosità.

Spesso il concetto di viscosità viene confuso con quello di densità, che è invece il peso specifico del fluido (kg/litro). Rispetto all'acqua un olio motore è più viscoso (nel senso che è meno scorrevole), ma è anche meno denso (cioè è più leggero: infatti, se versiamo dell'olio motore in un bicchiere contenente acqua, tende a galleggiare).

Lo strumento necessario per misurare la viscosità è il viscosimetro.

Viene misurato il tempo che una determinata quantità d'olio impiega per scorrere attraverso un capillare immerso in un bagno a temperatura stabilita.

A parità di temperatura non tutti gli oli si comportano in ugual maniera.

Questo comportamento, definito per l'appunto “viscosità” dipende :

1) dalla temperatura: all'aumentare di questa la viscosità diminuisce e viceversa;

2) dall'indice di viscosità : è un numero che indica il cambiamento della viscosità al cambiare della temperatura.Più questo numero è alto e meno il lubrificante è sensibile, dal punto di vista viscosimetrico, al cambiare della temperatura.Negli oli c.d. ”monogradi” è di circa 100, mentre in quelli c.d. “multigradi” può superare 160.

La tabella SAE J300 (Society of Automotive Engeneers) classifica gli oli motore in base alla viscosità, e non tiene conto di altre performance del lubrificante, le quali sono invece stabilite dalle specifiche internazionali (API, ACEA, che vedremo nel prossimo numero) e dalle omologazioni dei singoli Costruttori.

Il primo numero della classificazione seguito dalla lettera “W” (Winter) indica il comportamento invernale, ovvero a bassa temperatura, del lubrificante, mentre il secondo indica quello estivo, ovvero ad alta temperatura.

Si definisce “monogrado” un olio che garantisce una sola prestazione, a freddo o a caldo, indicata nella tabella, es SAE 10W, SAE 30, SAE 50, ecc.

Un olio “multigrado” garantisce invece sia una prestazione a bassa temperatura che una ad alta temperatura, es. SAE 5W30, SAE 10W40, SAE 15W40, ecc.

La scelta della viscosità di un lubrificante va operata tenendo in considerazione sia la temperatura minima di funzionamento del motore (t.invernale) che quella massima (t.estiva): è fondamentale scegliere un olio che resti sufficientemente fluido a bassa temperatura per garantire un facile avviamento, ma che, nel contempo, assicuri un mantenimento soddisfacente della viscosità quando il motore è sotto sforzo.

Gli oli motore utilizzati al giorno d'oggi sono praticamente tutti multigradi, gli oli monogradi sono usati generalmente quando la temperatura di impiego varia poco (es. motori stazionari).

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