Polini Zip Evoluzione 3 & TMAX Evoluzione

TERRENO D'ELEZIONE
Si parla sempre di eccellenza italiana nelle due ruote. Una definizione che ha molte sfaccettature visto che nel Belpaese la innata cultura motociclistica consente non solo di realizzare capolavori a ruote "grandi" ma di primeggiare anche quando si parla di tuning. In particolare gli italiani sono leader anche nelle preparazioni per scooter, un veicolo che in nessun'altro paese ha attecchito altrettanto bene e ovviamente ha dato il la alla fantasia dei preparatori. Il mondo delle competizioni riservato alle due ruote “piccole” rappresenta il terreno d'elezione per la bergamasca Polini, che da decenni si dedica alla ricerca e alla realizzazioni di parti speciali capaci di trasformare piccoli cinquantini a variatore, in autentiche belve da pista, ma non solo. Proprio quest’anno, infatti, nascono due nuovi kit, uno pensato per trasformare il Piaggio Zip in una specie di missile terra-terra, l’altro per ottenere il massimo dal già veloce TMax 500.

UN CAMPIONATO TUTTO PER LUI
Lo Zip preparato Polini è il modello utilizzato nella Polini Italian Cup (giunta già alla sua quarta edizione) e rappresenta la massima evoluzione di questo scooter originariamente equipaggiato con un cinquanta cc raffreddato a liquido. L’opera di cesello di cui è stato oggetto in quel di Alzano Lombardo porta però come primo risultato un aumento dell’alesaggio a 47,6 mm, che corrispondono a 70 cc di capacità totale.

ESPLOSIONE DI POTENZA
Chi è cresciuto a pane e due tempi non rimarrà sconvolto dalla notizia, mentre forse sarà più facilmente impressionato dal risultato finale della preparazione, per la quale si parla di circa 22 cavalli di potenza massima all’albero. Più che di un incremento, si può quindi parlare di una vera e propria esplosione di cavalli, se si pensa che il motore di serie di cavalli all'albero ne ha poco più di 5.

DERIVATO DI SERIE
Per ottenere questi risultati, i tecnici bergamaschi hanno lavorato su tutte le componenti di questo scooter, che diventa così un vero e proprio “derivato di serie” simile – per filosofia, cura costruttiva e ricerca di soluzioni racing, non certo per prestazioni – a quelli guidati da Haga, Spies & Co. Dello scooter Piaggio, infatti, rimane praticamente il solo telaio e parte delle sovrastrutture, mentre motore, ciclistica e trasmissione sono tutti assolutamente racing.
SCALDA MENO, RESPIRA MEGLIO
La novità 2009 è tutta legata al motore, che si presenta in una versione ulteriormente potenziata rispetto allo scorso anno e prodotta in serie limitata. Completamente inediti sono il gruppo termico e l’impianto di scarico, mentre l’elenco delle parti sostituite è incredibilmente lungo e corrisponde ad un prezzo complessivo del kit non proprio contenuto: 2.990,00 euro tasse escluse, giustificabili solo in considerazione del fatto che si tratta di un motore in serie limitata e capace di prestazioni assolute.

CRESCE L'ALESAGGIO
Il nome di questo nuovo kit è Evolution 3, a sottolineare una continuità d’impegno di Polini nel settore. La caratteristica principale del kit è poi l’aumento di alesaggio, a cui si somma una cura estrema nella scelta dei materiali e delle lavorazioni. Il cilindro, per esempio, è fuso in lega leggera ed è di tipo “Closed Deck”, cioè con i passaggi interni del liquido di raffreddamento. In questo modo, viene dissipato al meglio il calore generato dalla combustione. Le luci di travaso sono poi inedite nel disegno, mentre il pistone è fuso per gravità in lega leggera ad alto tenore di silicio. Un segmento cromato in ghisa S10 minimizza i rischi di grippaggio, pur a fronte di regimi più alti.

MERITA IL MASSIMO
A questo gruppo termico viene abbinato un nuovo impianto di scarico completo denominato Evolution 10. L’espansione è realizzata a mano secondo lo schema cono-contro-cono e utilizza un acciaio speciale a basso tenore di carbonio che permette una grande resistenza alle sollecitazioni termiche. Il silenziatore è invece in lega leggera, è di tipo diretto e ha il fondello smontabile per poter sostituire il materiale fonoassorbente.

ADEGUAMENTI DOVEROSI
I 22 cavalli all’albero sono quindi il risultato di un attento studio termico, ma anche di un insieme di componenti pensate per massimizzare le prestazioni, come per esempio l’accensione elettronica racing. Per mantenere alta l’affidabilità di un mezzo che deve sopportare un incremento della potenza a tre cifre percentuali, infine, tutte le componenti interne di motore e trasmissione (albero motore, variatore, frizione, cinghia, campana frizione, filtro e airbox) sono state migliorate grazie all' esperienza acquisita da Polini in anni di gare.

DA 50 A 500
Questa esperienza ha poi portato l’azienda bergamasca a proporsi anche in segmenti diversi, come quello dei maxi scooter. Per il 2009, quindi, Polini lancia sul mercato un kit dedicato al più venduto e apprezzato degli scooter prestazionali: il TMax. L’obbiettivo di questo kit è però diverso da quello realizzato per il Piaggio Zip, dove alle prestazioni estreme si sostituisce la volontà di ottimizzare la resa del motore.

SEMPRE EVOLUTION
Gli interventi riguardano quindi il solo variatore e l’impianto di scarico, mentre non tocca nulla a livello degli organi interni del motore o per quanto riguarda il telaio. La parola d’ordine anche in questo caso è Evolution, nome scelto per il nuovo variatore a 12 rulli, ma non per l’impianto di scarico. Quest’ultimo è stato sviluppato in due modelli differenti per le due generazioni del maxi-scooter "più amato dagli italiani" ed è assolutamente omologato secondo la normativa vigente. Realizzato completamente in acciaio inox, ha il terminale di sezione ovale con fondello in carbonio, e regala al TMAX una voce roca e possente, che ben sottolinea l’animo “burrascoso” di questo modello.

DUE SET DI RULLI
Ancor più apprezzabile è il lavoro del nuovo variatore studiato da Polini. Questo ha 12 rulli – contro gli 8 del variatore originale – che vengono forniti in due varianti di peso per meglio armonizzarsi alle richieste di chi guida. Il maggior numero di rulli offre notevoli vantaggi in termini di riduzione dell’usura e di precisione d’intervento, come abbiamo potuto notare in un breve assaggio in pista.

SOVRAPPESO MA VELOCE
Il TMax in versione “Polini”, infatti, tira fuori le unghie grazie a sapienti tocchi cromatici e all’eliminazione di tutto quanto non serve in pista. Il nuovo terminale di scarico si nota subito grazie alla sua estetica racing e al basso brontolio che sprigiona al minimo. Lanciarsi fra i cordoli su uno scooter dal oltre 250 chili non capita tutti i giorni, ma perlomeno dal punto di vista estetico nulla sembra mancare.

MORBIDO PER LA PISTA
Dinamicamente il TMax mostra di avere un assetto dedicato alla guida stradale, per cui in una situazione come quella in pista si capisce velocemente che qualche aggiustamento d’assetto è necessario. Il peso si sente nelle varianti, ma non disturba anche grazie alla prontezza con cui il motore spinge fuori dalle curve e regala dinamicità al mezzo. Il lavoro del nuovo variatore è evidente sia nella capacità di mantenere il motore fuori dai campi di minor efficienza, sia nell’allungo, dove non si coglie il classico appiattimento della spinta tipico delle trasmissioni stradali.

PIU' DIRETTO E NON CHIASSOSO
Così, il rapporto fra l’apertura del comando del gas e la sensazione di spinta è più diretto e preciso, oltre che reso più coinvolgente da tutte le modulazioni di voce date dal nuovo scarico, a cui bisogna dare il merito di non diventare mai eccessivamente rumoroso o “scoppiettante” in rilascio. In definitiva, se in pista il TMax Polini diverte ma non permette di attaccare come si potrebbe desiderare cordoli e staccate, in ottica stradale il nuovo variatore – eventualmente abbinato all’impianto di scarico omologato – può dare quel tanto di prestazioni in più per rendere ancora più godibile ed efficace il TMax di serie. Il tutto a un costo non eccessivo: 239,00 più iva per il variatore e 608,00 euro più iva lo scarico.

IL PILOTA CONTA
Completamente diverso è invece il discorso per quanto riguarda lo Zip preparato da Polini con il Kit Evoluzione 3. In questo caso si entra nel campo dei mezzi da gara veri, dove a contare molto è anche il pilota (o perlomeno la sua esperienza con le ruote piccole in pista) e la prima sensazione in sella a questo “mostro” di 70 cc è quella tipica – almeno nel mio caso - del pesce fuor d’acqua…

FIDUCIA CERCASI
Lo sterzo iper reattivo e il motore che passa in tempo zero dalla calma piatta al tiro di un razzo a reazione sono infatti capaci di metterti subito in soggezione, mentre le gomme slick hanno bisogno di più di un giro di riscaldamento per rimandare il minimo di fiducia sul loro grip. Tutto questo, se non bastasse, è reso ancora più avvilente dai mille ragazzini super-ingarellati che ti passano ovunque, mostrando una sicurezza e una cattiveria in piega incredibile.

TANTO DI CAPPELLO
Detto questo, in questa breve presa di contatto in pista non è stato difficile notare le prestazioni notevoli del motore, perfettamente coadiuvato da una trasmissione che – passato il regime di minimo o poco più – rende le accelerazioni qualcosa di stupendamente coinvolgente. Come sempre, il tutto va parametrato alla potenza disponibile, ma non è difficile capire il perché del successo della formula delle gare riservate agli scooter dopo pochi giri fra i cordoli su uno di questi mini-missili.

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